Una figura inquieta prende forma staccandosi dalle ombre. Henry…lo chiamano Henry.
Nell’eco della sua stessa voce, muove fra le buie sabbie della memoria nell’esigente bisogno di dare una presenza alla propria condizione solitaria. Lo sguardo è lontano, assente, rapito dalle onde di un mare privo di tempo, un mare che lo conosce intimamente, che lo chiama, lo inquieta…lo seduce.
È l’immagine di una vita dinnanzi all’infinito e dell’infinito ai piedi di una vita; da questo contatto si levano dalle profondità marine i profili dell’essere, la cui esistenza tragicamente umana sfuma nell’intangibilità dei ricordi resi cenere per loro stessa natura.
È dunque questo a definire Henry reale e concreto o è solo la proiezione materiale di un “verbo” reso carne destinato a scomparire oltre il buio del silenzio?
Ceneri, un viaggio oltre la parola.
PROSA
CENERI
DI SAMUEL BECKETT
REGIA/SCENE/COSTUMI
CON
Diego De Francesco, Marta Boscaini
VOCI
Michele Vigilante, Gaia Carmagnani
MUSICHE
Alessandro Cristeli
FOTOGRAFIA
Gabriele Compagni







